Riflessioni sul colpo di genio

Londra, British Museum, Settembre 2012

E niente*, io a questa storia dell’artista che viene colto da ispirazione improvvisa non ci credo molto.

Parlo dell‘illuminazione geniale ed imprevedibile… stile “ho visto la luce” dei Blues Brothers… magari in un luogo “topico” che poteva accadere solo lì e da nessun altra parte, come la casetta-bunker nel bosco di J. D. Salinger.

Più studio le vite dei grandi artisti, più mi convinco che sia una cagata pazzesca.

Alle spalle hanno tanta pratica e tanto sudore – altro che colpo di genio. E quando devono creare arte, essi – semplicemente – si mettono lì, e fanno arte. 

In qualunque momento.

Non esiste alcuna ispirazione folgorante, luogo ideale, magia, orario perfetto… quasi mai, perlomeno.

Del resto, io mica mi immagino Modigliani che mette in posa la modella e poi aspetta che arrivi il raptus creativo. Semmai me lo immagino che se la porta a letto! Ma sono quasi certo che prendesse i suoi pennelli, e “semplicemente” dipingesse. Che fosse sobrio o strafatto di assenzio.

Pesi inutili

Anche per questo, ho smesso di girare con un Moleskine nel marsupio.

<<Se mi viene un’idea, avrò modo di scriverla per non dimenticarla!>>, mi dicevo.

Beh, era diventato un peso inutile: ci fosse stata una volta che mi sia venuta un’idea mentre guidavo nel traffico o facevo la doccia! Invidio chi ci riesce… e invece a me le idee vengono soprattutto leggendo, scrivendo, pensando, fotografando. Facendo, insomma.

Perché poi, alla fine della fiera, spesso le idee emergono proprio così: il work in progress il lavoro in corso d’opera – apre le porte, crea le possibilità, amplia l’orizzonte mentale.

Per digerire bene, bisogna cominciare a masticare.

Il famigerato “blocco”

Di qui, è breve il salto a parlare di un tema molto classico: il blocco dell’artista. 

Anche questo, secondo me, è,un falso mito. Almeno nell’accezione comune, che sarebbe quella di “mancanza di creatività”:<<Sto passando un periodo così, sono poco ispirato, manca la scintilla…>>.

Io penso invece che il “blocco” non derivi da qualcosa che manca, ma da qualcosa che ostruisceun muro di gomma di insicurezze (e perché no, di vergogna) che l’artista stesso si mette davanti. Una prigione dalla quale può uscire solo lui, con le sue forze… non certo grazie ad un’ispirazione infusa.

Il resto, è tutto nei miti di Hollywood. Tony Stark, il miliardario fico che fa la bella vita e ogni tanto ha il colpo di genio. Emmett “Doc” Brown, lo strampalato inventore della macchina del tempo di “Ritorno al futuro”.

Cose così.

(* ci sono cascato anche io, in questa moda di cominciare un articolo con “E niente”. A ben pensarci, è terribile. “E niente” che cosa? Mah!)

Advertisements