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Quattro giorni a Bruxelles

bruxelles

‘Selfie’ a Bruxelles!

“Ma cosa diavolo andate a fare a Bruxelles??”.

La domanda, posta dalla cognata di mia moglie (che in Belgio ha studiato per l’Università) è lecita: non si tratta esattamente del primo nome “vacanziero” che potrebbe venire in mente!

In realtà ci siamo “aggregati” ad alcuni amici che trascorrevano là il ponte 25/4-1/5, chiedendoci: perché no? Da Bologna poi c’è un comodo volo diretto della Brussels Airlines…

Vediamo com’è andata.

Cattedrale di Bruxelles

Cattedrale, Bruxelles

La città

Inutile girarci intorno: a Bruxelles non c’è moltissimo da vedere.

Quel che c’è, però, non è male… ad esempio la piazza centrale, Grand Place, che ricorda un po’ (nel suo essere vasta ma al tempo stesso raccolta) la Plaza Major di Madrid. Il centro è pedonale e compatto, si gira senza problemi a piedi, ed è pieno stipato di cioccolaterie!

Anche il Museo Horta e la zona “art nouveau” sono interessanti, sebbene il genere non mi faccia impazzire (sono in fase minimalista!). Purtroppo all’Horta non si può fotografare!, e resto sempre perplesso di fronte a questi divieti per me incomprensibili, che nel caso in esame erano fatti rigidamente rispettare da “sentinelle” collocate un po’ ovunque. Ho forti dubbi che la vendita di cartoline e fotolibri compensi lo stipendio di queste persone!

E’ permesso fotografare, invece, al meno bello (ma ugualmente gradevole) Hotel Hannon.

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Hotel Hannon, Bruxelles

Davvero carino l’Atomium, benché sia fuori dal centro: la zona è quella tristemente nota (per noi Juventini) dello stadio Heysel, quasi al capolinea della metropolitana.

L’Atomium ha avuto il “merito” di risvegliare in me qualche remoto ricordo di Chimica, avendo fatto la tesi in Strutturistica: l’edificio consta proprio “di 9 sfere che che rappresentano un cristallo di ferro ingrandito 165 × 109  volte” (Wikipedia). Ogni sfera ha il diametro di 18 metri, e sono quasi tutte praticabili internamente insieme ai collegamenti tra esse.

atomium

Atomium, interno, Bruxelles

Famoso, ma a parer mio evitabile, il Museo del Fumetto (Centre Belge de la Bande Dessinée). O meglio: l’edificio liberty merita, perché è opera di Victor Horta; ma il museo in sé consta di tre piani di sole tavole appese! Interessante per i patiti del fumetto, mortalmente noioso per gli altri.

I nostri compagni di viaggio sono andati anche a visitare il Museo del Costume, ma io e mia moglie ci siamo rifiutati (!), preferendo il Parco del Cinquantenario. Ottima scelta: il luogo è molto gradevole e riposante.

Parco del Cinquantenario, Bruxelles

Parco del Cinquantenario, Bruxelles

Detto di tutto questo, per visitare Bruxelles bastano un paio di giorni.

I dintorni

Bruges

Scorcio, Bruges

Meglio Bruges e Gand, decisamente. Più caratteristiche: con i loro canali, e le casette addossate le une alle altre, e il molto verde.

Delle due, la menzione di merito va a Gand, in quanto Bruges tende ad essere più turistica. A chi non ha il tempo per visitarle entrambe, consiglio sicuramente Gand.

Da levare il fiato la sua cattedrale, almeno l’interno dato che l’esterno era pieno di ponteggi: peccato che anche qui non si potessero fare foto!, sebbene un paio sia riuscito a rubarle.

Cattedrale di Gand

Cattedrale di San Bavone, Gand

Gand si raggiunge da Bruxelles con un viaggio di circa 30′ in treno. Per Bruges ci vuole grossomodo un’ora. Va detto che il servizio delle ferrovie belghe è eccellente, e i treni sono puliti e puntuali. Noi abbiamo acquistato i biglietti in Internet sul sito Belgianrail, ma si possono fare anche nelle biglietterie elettroniche in stazione – premesso che non accettano banconote ma solo monete o carte di credito.

Gand

Vista dal Beffroi (torre campanaria), Gand

L’albergo

La scelta del “ApartHotel Adagio Centre Monnaie” si è rivelata vincente.

In primis per il prezzo: abbiamo speso 338 euro a testa per 5 notti (solo pernottamento) comprensive del volo da e per Bologna. Prenotazione Expedia.

Poi, la posizione è ottima: accanto alla fermata della metropolitana! (Nel senso che il civico successivo è l’ingresso della stazione “De Brouckere”). Cinque minuti di cammino, e si è alla Cattedrale.

La zona non è particolarmente pittoresca, ma è ricca di negozi e supermarket e luoghi “mangerecci”.

L’appartamento era di dimensioni congrue, moderno e pulito. E’ vero, non passavano a cambiare lenzuola e asciugamano; ma c’era tutto: frigo, cassaforte, armadio ampio, persino un piccolo cucinotto con micro-onde e due fuochi ad induzione (oltre alla lavastoviglie).

Curioso il bagno “alla francese” e cioè sdoppiato, con la tazza in stanzino (cieco) a parte. Assente ingiustificato il bidet, come ormai ovunque a parte Italia e Spagna. Vorrei proprio sapere come fanno gli altri, senza… ma sarà meglio non approfondire.

Comunque, abbiamo preso il depliant di questa catena “Adagio” (che fa parte degli AccorHotels) perché, se ricapita, è da provare di nuovo!

Museo del fumetto, Bruxelles

Museo del fumetto, Bruxelles

Il cibo

Detto che di cioccolato se ne ha la nausea perché c’è un negozio dietro ad ogni angolo, la cucina belga è assai poco varia.

Per quanto mi riguarda, si distingue solo per le insalatone, e una curiosa lasagna vegetariana. Oltre alla carne, che è comunque buona.

Nel complesso non si può dire che si mangi male; ma sono la varietà e soprattutto il servizio (vedi dopo) che lasciano a desiderare. 

pasta

Pasta da mangiare (anche) con gli occhi!

La colazione è buona quasi ovunque perché i dolci li sanno fare, ma il caffé è da lasciar perdere, a meno di non trovare un locale gestito da italiani! Tanti, infatti, i connazionali a Bruxelles per lavoro: camerieri, addetti al desk degli hotel, baristi…

Prezzi

Alti, piuttosto alti: siamo al livello di Bologna centro.

Al ristorante,per esempio, si paga a peso d’oro l’acqua (3 euro la “mezzolitro”) e il caffè (mai sotto i due euro e mezzo). Se non altro, la mancia è inclusa nel conto.

Piuttosto cari anche i mezzi pubblici. La corsa semplice in metropolitana costa 2 euro e 20; e i tassisti fanno parte della Banda Bassotti: 48 euro per coprire gli undici chilometri che separano l’aeroporto di Bruxelles dal centro!

Anche le attrazioni non sono propriamente economiche (11 euro per l’Atomium).

Shopping

Cioccolato (in tutte le salse), macaron (in tutti i colori), ricami (in tutte le forme)… non c’è molto altro.

I patiti di TinTin (dell’eroe nazionale Hergé) troveranno un negozio dedicato dove potersi sbizzarrire. Lì, e in quello del già citato Museo del Fumetto.

Non mancano i classici gift shop gestiti da immigrati dove si trovano chincaglierie a tema Bruxelles, rigorosamente uguali dappertutto; e un’altra curiosa catena “Euro Shop” con oggettistica a tema Euro. Bruxelles è infatti sede della Commissione Europea.

Architetture 70s, Bruxelles

Architetture 70s, Bruxelles

Servizio

Pessimo!

I belgi riescono ad essere persino più sgradevoli dei francesi. Ovviamente posso parlare solo per il personale di ristoranti e negozi, e non per la gente comune… sta di fatto che sono di pochissime parole e tendenzialmente scorbutici.

Proprio come i francesi, poi, si irrigidiscono subito se usi l’inglese. Ma in generale sembra quasi che sia tu, cliente, a fare un favore a loro. In Italia, esercizi commerciali siffatti non durerebbero un mese.

A titolo di esempio paradigmatico, ecco quando ci è accaduto in un grill di Bruxelles (recensione che ho scritto su TripAdvisor):

Il cibo è buono, ma il servizio è davvero insufficiente.

Abbiamo mangiato stasera in sei, e il cameriere ci ha apostrofati subito interrompendoci con un perentorio “prima il bere, poi il mangiare”.

In seguito ha contato per sbaglio due insalate anziché una, e di fronte all’errore ha cafonescamente esclamato “tu hai detto ‘due’, e ne paghi due!”.

È subentrata la collega, pure lei abbastanza scorbutica, ma se non altro ne ha portata una sola. A lei abbiamo chiesto il pane, ma non ce l’ha portato.

Poi abbiamo atteso 20 minuti per il dolce, per sentirci dire che uno di essi non era più disponibile.

Il conto è arrivato in 30 secondi.

In conclusione

atomium2

La vista dall’Atomium

Bruxelles ne valeva la pena?

Per staccare, sicuramente sì. Ed anche per un paio di libri d’arte che son riuscito a portare a casa! 😉

Bruges

Bruges

Quanto alla città in sé, beh, si trova di meglio. Ma se siete amanti del cioccolato e dei paesi francofoni, non potete perdervi Bruxelles.

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