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Leggere è vita

Sabato mattina in centro a Bologna, Maggio 2011

Ho sempre letto molto. Un po’ a “folate”… nel senso che c’erano momenti dove non riuscivo proprio a farne a meno, e momenti dove la concentrazione vacillava e desistevo. Mediamente, però, un libro sul mio comodino c’è sempre stato.

Si tratta, in verità, di una tradizione di famiglia: mia madre, mio padre, mio fratello, hanno sempre letto tantissimo pure loro. Io ho assorbito “per osmosi” questa passione, e ne sono molto contento… perché la cultura, secondo me, non è tanto un fatto di titoli di studio, quanto di apertura mentale.

E leggere è il modo migliore per aprire la mente.

Di riflesso, aiuta anche a scrivere…

Cosa ho letto

Sino a ventisette-ventott’anni, ho divorato perlopiù romanzi: principalmente Michael Crichton, Ken Follett, Stephen King, Agatha Christie. Ma ricordo con piacere alcuni “classici personali” come “La storia infinita” di Ende (con la sua copertina in tessuto rossa, e il doppio colore rosso e verde nell’inchiostro della stampa), “Vendetta” di Jonas, “Black Sunday” di Harris, “La scomparsa di Majorana” di Sciascia, “Il deserto dei Tartari”, l’immortale “Il giovane Holden”, l’altrettanto immortale “L’isola del tesoro”

Dai ventotto ai quaranta ho letto quasi solo libri di storia. Specialmente quella del secolo scorso: i libri sui gerarchi nazisti di Guido Knopp, quelli sulla storia orientale di Leonardo Vittorio Arena, le biografie di Giusva Fioravanti e Mara Cagol… è stato però un periodo di impegni lavorativi e personali, e quindi di scarse letture.

Poi, negli ultimi anni e col “ritorno di fiamma” artistico della passione fotografica, ho ripreso a leggere di più, specialmente i saggi: “La camera chiara” di Barthes, “Sulla Fotografia” della Sontag, “On writing” sempre di Stephen King, “Il cigno nero” di Taleb, gli ottimi libri sull’arte di Francesco Bonami, “The happiness trap” di Russ Harris, “La saggezza del Tao” di Dyer, le biografie di Diane Arbus e Steve Jobs e Bobby Fischer

Alcuni di questi ultimi libri sono in inglese, e sono contento di conoscerlo sufficientemente bene per non avere difficoltà nel leggerlo. Peraltro, il Kindle è comodissimo perché ha il dizionario integrato e mi tolgo subito gli eventuali dubbi.

Cosa sto leggendo

In questo momento sto leggendo in parallelo tre libri:

  • “Modigliani” di Corrado Augias. Lo leggo di sera, prima di andare a letto, sul Kindle Paperwhite. Sono al 30% e per ora lo trovo molto scorrevole ed interessante. Curioso che, come mi ha scritto lo stesso autore su Twitter, questo artista sia sostanzialmente ignorato dai biografi:

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  • “Lo zen e l’arte della manutenzione della motocicletta” di Pirsig.  Questo lo leggo in mensa, un po’ per volta (ebbene sì, ho un secondo Kindle al lavoro!). Sono circa a metà e ho già dovuto più volte abbassare forchetta e coltello per sottolineare alcuni passaggi!
  • “E questa la chiami arte?” di Will Gompertz. Per metabolizzarlo meglio, ho deciso di puntare la sveglia 30′ prima al mattino. Così lo leggo dopo la colazione e prima di uscire, quando ho la mente fresca. La sera, infatti,  sono troppo stanco per dedicarmi ai saggi… anche se scritti in modo scorrevole e divertente come questo. Sono circa a 3/4.

Cosa leggerò

I prossimi libri sono già sulla mia scrivania:

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