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Il mio sistema per leggere pagine web più tardi

Capita spesso di “incappare” in un articolo potenzialmente molto interessante sul web, ma di non avere il tempo per leggerlo.

Diventa quindi utile avere un sistema per “memorizzarlo” e reperirlo facilmente, in modo da poterne fruire quando si dispone del tempo necessario (di qui il “più tardi” del titolo).

La mia strategia consiste nell’utilizzare due strumenti molto utili e potenti:

In entrambi i casi bisogna aprire un account, peraltro gratuito.

Facciamo un esempio.

Salvataggio

Supponiamo di aver trovato un articolo interessante, come ad esempio questo: “Come presentare una proposta editoriale – Il percorso della proposta“.

La pagina web si presenta sul browser (nel mio caso Google Chrome) ovviamente arricchita di elementi grafici e pubblicitari:

1

Nell’immagine ho evidenziato il componente aggiuntivo di Pocket per Chrome (ma esiste anche per gli altri browser).Facendo clic sull’icona, la pagina viene salvata nel database di Pocket:

2

Questo messaggio (che compare solo per alcuni secondi) dispone di un pulsante “Aggiungi Tag” che consente di “etichettare” l’articolo, e un pulsante “Visualizza Elenco” che porta il browser al proprio portale Pocket. Qui è possibile verificare come la versione salvata sia decisamente più “umana” da leggere:

3Da notare che quello descritto non è l’unico modo per girare articoli a Pocket. Infatti è possibile farlo via mail (inviando l’URL all’indirizzo add@getpocket.com) oppure dalle varie app per smartphone e Tablet come Twitter.

Scrematura e archiviazione

Quando ho tempo, apro l’app di Pocket sul mio tablet(*) e leggo gli articoli.

Terminata la lettura di ogni singolo articolo, decido cosa farne:

  • Se non è interessante e non merita archiviazione, li cancello direttamente dall’app.
  • Se è interessante e merita archiviazione, li invio ad Evernote e li archivio sull’app (in modo che non compaiano più nella lista di lettura).

Per inviare gli articoli a Evernote, è sufficiente collegare la app al proprio account.

La mia prassi è tale per cui l’articolo va in un “taccuino di entrata” che poi svuoto periodicamente smistando le varie note ove opportuno. Si tratta della mia personale prassi GTD (“Getting Things Done”) con Evernote, che descrivo in questo documento per chi fosse interessato.

Successivamente, su Evernote, provvedo a smistare gli articoli in un taccuino ad hoc (a seconda dell’argomento) assegnando gli opportuni tag ed eventualmente sottolineando i passaggi importanti.

Questo ad esempio è il mio archivio Evernote di articoli salvati:

4

(*) L’invio ad Evernote dal portale web di Pocket è più complicato rispetto all’invio da app per tablet e smartphone, perché bisogna selezionare “Invia ad un amico” e poi inserire l’indirizzo mail per invio ad Evernote.

Perché Evernote?

Si potrebbe usare direttamente Pocket per archiviare l’articolo, tanto più che esiste la possibilità di assegnare subito un tag.

Io però preferisco farlo in Evernote, per questi motivi:

  • E’ il mio database generale di documenti e note, quindi “centralizzo” ogni cosa lì, e mi fa comodo avere anche gli articoli.
  • Su Evernote è possibile effettuare ricerche in modo molto preciso: quando aumentano le dimensioni dell’archivio articoli, è importante.
  • Su Evernote è possibile modificare e/o evidenziare parti dell’articolo.
  • Il passaggio su Evernote (ovvero nel “taccuino di entrata”) mi consente di fare un’ulteriore valutazione degli articoli, una seconda selezione per archiviare solo quelli realmente meritevoli, e non ingolfare il database.

 

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